venerdì 6 febbraio 2009

LO SLANG

quando gioco e mi relaziono con un bambino cambia il mio modo di parlare, che già di per sè è abbastanza stravagante...se è piccolo utilizzo il così detto "baby talk" in cui prevale la cantilena e il calore delle parole, la prosodia e l'intonazione...dai tre-quattro anni in sù do molto peso a ciò che dico, oltre a come lo dico...ecco che spuntano continue esclamazioni, sbalzi di voci, timbri e altezze differenti di suono...le parole acquistano una forma iperbolica...il carino diviene eccezzionale e bellissimo...una cosa piacevole è ganzissima..il giusto diventa fico...i nomi dei personaggi che menziono sono assurdi: pizzipipino pappalessa, il mago cicciapuzza, callimaco saltasiepe, brigidina senzacoda.......gli intercalari divengono del tipo santa polenta e fresca insalata...fioccano a bizzeffe espressioni del tipo: hey amico, furbastro, birbone...il linguaggio fa parte del mio abito e merita un'attenzione particolare...il tutto viene accompagnato da una mimica e da una gestualità dirompente e colarata, cmq sempre in accordo con il contesto che sto vivendo...io sempre ci provo e spesso la cosa funziona, perchè le parole che uso le ho provate e scelte negli anni e quasi sempre fanno colpo...spesso sono i bimbi stessi che mi offrono espressioni bizzarre da cui prendere spunto o da copiare direttamente...Shock your time
m

1 commento:

PAOLO ha detto...

è proprio vero, i bambini apprezzano un modo di parlare ricco di fantasie e invenzioni,anche quando lavoro ai compleanni vedo che la cosa funziona molto e arricchisce il servizio che offro. penso che la cosa più importante sia credere in ciò che si dice e si fa, dando vita alle parole che pronunciamo. A presto!