lunedì 2 agosto 2010

LA LUNA E AMELIE


non sempre sono al top e ci sono volte che magari ho anche un morso allo stomaco.....tutti questi momenti fanno parte della vita e lasciarli fuori dalla porta è faticoso, ma indispensabile nel mio lavoro.....

ieri ho letto sopra un muro: scegli un lavoro che ti piace, così per tutta la vita non lavorerai nemmeno un giorno.... la frase è intrigante e suggestiva e mi ha colpito perchè penso che anche per me sia così.... ma la condivido solo a grandi linee....forse perchè a volte occorre confrontarsi e scontrarsi con la realtà per realizzarsi pienamente... per poi magari tornare indietro sui propri passi, non avendo più il rammarico dell'essere ignavo, ma con qualche ferita e ammaccatura in più....nella vita e anche nel mio lavoro, che amo, occorre fare compromessi e certe volte la cosa mi pesa....meglio osservare da lontano ed immaginare le cose come vorremmo fossero o andare a toccarle con mano? mi viene da dire la seconda, ma talvolta anche la prima mi sa che è meglio...o forse, più semplicemente, ogni cosa ha il suo momento...ma poi, cosa vuoi che ne sappia....

signore e signori, una canzone per la notte che incombe, "la Luna":

http://www.youtube.com/watch?v=HGLth4UeRI4


Un giorno all'improvviso,

la luna si stancò,
di guardare il mondo di lassù;
prese una cometa,
il volto si velò
e fino in fondo al cielo camminò.
E sorpresa fù
che la bianca distesa
non fosse neve.
Eran solo sassi
e i piedi si ferì,
piangendo di nascosto lei fuggì.
Affrontare il mondo a piedi nudi
non si può
e dall'alto a spiarlo lei restò.
E sorpresa non è più
che la bianca distesa
non sia neve.

m e Angelo


venerdì 23 luglio 2010

LA CORSA

una volta in un periodo brutto della mia vita corsi per 26 giorni di fila.....avevo il secondo lca rotto ma dentro di me pensavo si fossero sbagliati perchè la gamba funzionava a meraviglia....poi mi operai e mi tolsero anche uno o due menischi....iniziò in seguito la trafila pallosissima della riabilitazione dal mio amico alberto ....che ho fatto impazzire a suon di cavolate.... gli tiravo tutte le macchine a bomba ed una volta gliene ruppi anche una, mettendola al doppio di quello che mi aveva detto lui...mi fece una parte devastante davanti a tutti, che tremarono anche le mura.....gli mettevo le targhette dei miei record sopra le macchine, in modo che restassero indelebili nella storia dello studio....quando si toccava il sedere col tallone era festa grande e si festeggiava con bignè....questa era l'usanza dello studio almeno, perchè quando toccò a me portai 15 litri di birra in un barilotto di metallo....quando lo aprii spruzzò sulla moquette e me lo fecero mettere in bagno....credo che il riuscire a prendere in giro i momenti faticosi sia un pregio ed anche un mio personale modo per rispettarli....poi la birra mica sempre mi piace e possono passare mesi che non la bevo e magari invece ci sono periodi che proprio mi va.......correre serve e a me piace tantissimo....non per dimagrire perchè lì non perdo mai un grammo....ma per sentirmi vivo, riguadagnarmi un po' di equilibrio quando questo viene a mancare, per sfogarmi se sono agitato o anche troppo allegro.....quando io corro vuol dire che sto affrontando qualcosa, se non ce la faccio vuol dire che sono ancora troppo dentro le mie cose....mi piace in particolare quando ho finito di correre e mi sento sudato che ripiglio fiato sdraiato in terra...e lì mi sento davvero la vita nel petto....non mi piace correre sulla strada, ma in posti verdi con del buon profumo di natura....le mie gambe non sono tanto contente di questa mia passione e vorrebbero facessi nuoto o bici...ma io non condivido
m. al passo

domenica 18 luglio 2010

FRUGOLETTO

chi sa il perchè, ma ci sono dei bambini che mi rimangono molto impressi, anche a distanza di tanto tempo...mentre altri me li scordo in un battibaleno....frugoletto è piccino, nel senso che è secco secco, di circa sei-sette anni e con la faccia deturpata da un brutto incidente...ma l'immagine che subito ho di lui sono i due occhialoni che portava, buffi ed esageratamente grandi per il suo volto minuto....dietro le lenti si intravedevano due occhietti spaesati a punta di spillo....era ganzo frugoletto perchè diceva pochissime parole e con un filo di voce appena...però il suo sguardo era una calamita che non mi perdeva mai di vista...anche la mamma di frugoletto era una bella persona, con il suo silenzio attento e intramezzato da sorrisi che venivano dal cuore....
non c'è un perchè delle cose che sto scrivendo....solo un grande senso di tenerezza che colora il mio ricordo....
io non ero poi così sicuro che gli garbasse quel che facevo e talvolta lo mettevo alla prova facendolo soffiare o chiedendogli di dire qualcosa di bizzarro....lui eseguiva con quel suo modo pacato e garbato, tipico d'altri tempi...
sentivo di avere dinanzi un bambino timido di suo ed in più spaventato per quel che gli stava succedendo...il mio incontro è scivolato via dolcemente e mi sono accorto che anche io gli stavo parlando con un filo di voce, ero paterno come raramente mi accade e gli stavo proponendo delle attività molto morbide....uscito dalla stanza ero veramnte tranquillo e percepivo di essere stato capace di entrare in risonanza con le sue emozioni ed il suo modo di essere.....
m. di zucchero

venerdì 16 luglio 2010

ILLOGICA ALLEGRIA

come cantava il fantastico gaber a volte si può avere vergogna di stare bene, lasciandosi catturare dalle prime luci del mattino o dagli ultimi raggi di sole....di tenere il proprio cuore incollato al fininestrino....di prendersi il diritto di vivere il presente..."lo so del mondo e anche del resto" ma sto bene...la mia allegria può nascere da piccole cose come uno sguardo, un complimento, un odore....ma anche morire per delle piccole cose come una cicca buttata dal finestrino della macchina o dei materassi buttati per strada.....il rispetto dell'ambiente è amore per gli altri ....anche trovarmi in posti dove non vorrei stare mi soffoca la gioia...
mentre aspettare una cosa bella mi riempie di entusiasmo....
dopo aver condiviso un po' di banalità che mi passavano per la mente mi appresto ad andare in ospedale a giocare...ogni volta con una sana curiosità ed una sana apprensione....chiedendomi quanto durerà tutto questo e che sviluppi potrà avere...quanto sarei in grado di gestire un suo sviluppo o sopportare un suo ridimensionamento....credo che tante cose avvengano se uno ci crede e ci investe...e magari se fa delle scelte giuste che portano verso quella cosa lì e no verso altre che non c'entrano nulla....
e mi sento ancora tanto carico e la voglia c'è....l'amore per il dettaglio, nell'appuntarsi tutte quelle idee che mi conquistano e che ogni tanto ripesco per approfondirle e svilupparle....la sensazione di leggerezza mi fa stare sopra le difficoltà e mi rende sereno....il mio rischio è di aprire un po' troppo la porta agli eventi e di esserne travolto...per questo ho chiesto consiglio al druido che, dopo un digiuno di due giorni ed un bagno purificatore nei fiori di loto, mi sta preparando una pozione magica per mantenere sempre un minimo di controllo...altrimenti la nostra vita sarebbe come una barchetta in mezzo al mare....ma questo è Francesco...e quindi un'altra storia.
abientò, m.

lunedì 5 luglio 2010

L'ANIMALE


un uomo senza la sua donna ritorna un cavernicolo con la clava dell'era paleolitica...non lava, mangia con le mani, gira con abiti improponibili e beve birra con la barba incolta...poi lascia le luci accese e si ringarzullisce perchè si sente il padrone del castello...il casino aumenta esponenzialmente insieme allo sporco...poi qualche ora prima della fine della festa, quando lei è in procinto di tornare, rassetta tutto e torna a scodinzolare...le tribù dell'era primitiva, una volta l'anno, uccidevano l'animale sacro e si dividevano le carni...poi tornavano a cuccia e per tutti gli altri giorni lo veneravano...quel rito serviva per tenerli buoni e per farli sfogare un pochino...anche a me gaberebbe sfamarmi con le carni dell'animale sacro e bere birra, tanta birra.....mangiare cocomero e sputare i semi in terra e pulirmi le mani ai pantaloni......farmi una spaghettata di notte e poi dormire sul divano con la tv accessa....uscire a fare i bagordi e le indianate...far dormire il gatto insieme a me e mangiare wurstel insieme a lui....ma aimè mi trovo sì da solo, ma senza acqua perchè i tubi sono rotti, devo fare il manovale per l'idraulico che verrà e mi metterà a scavare qua e là con la vanga....con un orto sterminato da accudire, con un libro da scrivere e la suocera che, minacciosamente, ha paventato la possibilità di passarmi a trovare senza prevviso....la mia prima sera l'ho passata nel cercare di scacciare un pipistrello che mi era entrato in casa, con un paio di pantaloncini sulla testa, visto che mi hanno sempre detto che il topo-volante si attacca ai capelli e non trovavo cappelli, e con una pila in mano per tentare più volte di indicargli la strada persa, cioè la finestra aperta....poi c'è da ricordarsi di annaffiare le piante da frutta che sennò le strina il sole, andare al lavoro....domani l'enel mi toglie l'energia elettrica per tutta la mattina....c'è da passare dalla banca e dalla posta....portare la moto al tagliando e aggiustare il mio studio, che, senza motivo, ha iniziato a fare acqua da una parete e, a breve, avrà i bozzi con l'acqua verde e le rane....
insomma, facendo bene i calcoli, mi rimangono 10 minuti liberi venerdì, nel tardo pomeriggio...e lì lo giuro, faccio l'animale a tutta randa
primitiv m.

mercoledì 23 giugno 2010

IL SIGNOR SACCO


i due giorni di Pennabilli sono volati via....spettacoli fantastici ed altri meno, ma l'atmosfera è gioiosa e familiare...poi per me è un piacere riuscire a muovermi con faciltà nella bolgia del paese, riuscire a trovare al volo le zone degli spettacoli, prendere le scorciatoie....insomma mi sento di casa e la cosa mi infonde sicurezza....poi so dove si trova la bancarella con le fragole caramellate, l'arci con i panini senza fila, il bagno pulito dove non va mai nessuno, quello che fa i palloncini brutti...piccoli riti che mi fanno star bene..e se un anno mi salta qualcosa che mi aspetto di trovare mi sa che vado in paranoia...e stavolta questa formazione (per me è un fantastico corso di aggiornamento) e questo spasso di due giorni è arrivato all'apice di un intenso periodo di crescita e di impegni lavorativi nuovi ed appassionanti...bellissimi ma, a lungo andare, sfiancanti....ho fatto la scelta di sistematizzare le cose che faccio e di non farle scappare via...di scrivere e fermare le mie esperienze per poterle guardare in faccia e confrontarmi con loro...con l'intento di farle maturare e migliorarle....il sunto è che più faccio e più mi sembra di non sapere...perchè una strada te ne fa vedere cento altre che mi incuriosiscono e che non conosco....tutte non le posso fare e questo un po' mi scoccia...
ecco perchè quando tiro un po' il fiato come in questi giorni ,mi sento un po' vuoto e vedo ciò che manca rispetto a ciò che c'è....e faccio delle scelte su ciò che sarà....
vivo un senso di incompiutezza che forse è il senso del mio lavoro ....l'essenza che mi spinge a trovare nuova linfa per migliorarmi......
charlie brown una volta si mise un sacco con due buchi in testa perchè non poteva stare a contatto con la luce del sole...non potendolo vedere in faccia, tutti pensavano che era un ganzo e divenne il capo dei bimbi del campeggio....per la prima volta in vita sua era ascoltato e rispettato....quando guarì e si tolse il sacco tutto tornò come prima e nessuno gli dava più ascolto...ci rimase male da morire....io infatti speravo non se lo togliesse perchè a me charlie sta proprio simpatico
mister m

domenica 13 giugno 2010

IL GRANDE FESTIVAL DI PENNABILLI



Ci siamo, ancora pochi giorni e riparte il festival di artisti di strada che prediligo...credo siano undici anni di fila che ci vado...ho iniziato che ero un ragazzetto implume con tenda e sacco a pelo, affascinato dal juggling e dai monocicli...che prendeva la sua sana sbronzetta e dormiva rintronato dove capitava..una sera era troppo tardi per montare una tenda e mi addormentai con amici sotto una microscopica pensilina del cinema...durante la notte ci pensarono due zelanti polizziotti a farmi sgomberare...poi si cercava di pagare il meno possibile, prendendo un panino alla bottega e dividendo le spese di viaggio in quanti si era....alla fine della fiera di artisti ne vedevo pochi, e un po' a casaccio...però era un'avventura e poi, a notte fonda, si ballava tutti in piazza, cercando di seguire quegli improbabili ritmi dettati da bonghi improvvisati....e per me era tutta una magia...poi come i 4 amici al bar di Gino Paoli i miei compagni di avventura hanno trovato altri interessi, oppure li ho persi...non so bene....insomma ho iniziato ad andarci da solo e non più di sabato, questo per evitare la ressa......la tenda me la portavo ancora dietro e la montavo di pomeriggio...poi una notte venne un temporale incredibile e mi zuppai come un savoiardo del tiramisù...un'altra volta vennero dei fiocchi di neve e mi addormentai insieme ad un paio di fattoni nella zona campeggio, rimasta desolata e diventata paludosa....quando sono arrivato erano lì che dormivano sotto un telo retto da bastoni e quando sono partito erano ancora lì....respirare respiravano...mi sentii locco e fuori luogo, guardai diritto negli occhi l'orso polare e capii che dovevo cambiare qualcosa....passati gli anni l'organizzazione si è notevolmete imborghesita, ma è impeccabile...una sbirciatina a google maps visto che non sono un asso della strada, della memoria e dell'orientamento....prenotazione fatta a Gennaio per due sere infrasettiamanali presso una delle rarissime pensioni del Paese....niente impegni di lavoro o affettivi...mi porto dietro abiti di ricambio a manetta, vestiti pesi e leggeri, visto che lì il clima è davvero imprevedibile...mi gusto le prelibatezze della zona nelle trattorie locali...mi studio il programma degli artisti al dettaglio, così da ottimizzare i tempi...e più che altro un tuffo di godimento e formazione pura, gustandomi degli spettacoli meravigliosi...segnandomi sul mio taccuino gli spunti e le trovate che mi colpiscomno e riempiendomi il cuore di meraviglia....però l'altro anno una boutade pazzesca....dopo un viaggio epico in moto sotto un diluvio torrenziale e ,una volta arrivato alla meta, soccorso dai gestori della pensione perchè tremavo e non mi reggevo più in piedi, dormo 4 ore di fila per evitare di rendere l'anima a Dio e poi esco la sera che pareva febbraio...tra la bruma e ed i bozzi talvolta incronciavo altre persone del Paese che mi scrutavano come un marziano...spettacoli annullati per maltempo o in versione minimalista in qualche cantina o piccola sala...io avendo bagnati anche gli abiti di riserva, giravo in ciabatte con sopra un mezzo pigiama ed una maglietta asciugata col phon....il giorno dopo mi ringarzullisco e decido di voler festeggiare il mio decimo anno in modo impeccabile, con tanto di giacca e camicia scintillante....ma la mia anima fricchettona ha prevalso ancora e per farmi rispiarmare qualche euro di biglietto mi ha fatto restare in Paese, in cui ero andato la mattina a comprare il giornale, con maglietta e pantaloncini e giornale....prima che mettessero le transenne e le casse dei biglietti ed iniziasse la kermesse ....ho ripatito il freddo da morire appena è giunto il tardo pomeriggio e specchiandomi in una vetrina mi sono accorto che ero anche pieno di patacche...un anniversario elegante....quest'anno bando al risparmio e mi porto dietro anche il piumino
m lo stratega