martedì 29 novembre 2011

FARABUTTI

è già successo altre volte e mi disgusta...persone che si spacciano per clown e passano porta a porta a chiedere soldi perchè vanno in ospedale a far divertire i bambini...dove? quando?

ho girato decine e decine di gruppi clown e non ne ho mai conosciuto uno che faccia queste cose...cioè suonare i campanelli e chiedere soldi alle persone...che spesso abboccano ed elargiscono...mi hanno telefonato per dirmi che a 40 km da qui stavano girando per chiedere soldi e venire così un giorno a carnevale far giocare i bambini all'ospedale versilia...occorre un bel muso per chiedere soldi per venire una volta in reparto, dico una volta!!!!! se poi ci verranno mai.....con quale amore? con quale preparazione?

noi magicolieri sono 13 anni che ci andiamo ininterrottamente 4 volte la settimana e ogni volta diamo tutto di noi stessi....e siamo nauseati da queste persone grette e misere...

basta vedere questi pagliacci che spacciano volantini fasulli e indossano sorrisi finti e sporchi, per far credere alla gente che loro sono degli angeli che si sacrificano per gli altri...basta con questi banchetti brutti e sporchi, improvvisati ai mercati o alle fiere...con quei modi di fare ruffiani e viscidi che mirano a ingannare e circuire chiunque si trovino dinanzi...

mentre in tutta italia esistono tantissimi clown di corsia con una gran dignità ed una forte passione, che senza alcun compenso, svolgono servizio in strutture socio-sanitarie, reparti ospedalieri, carceri, case famiglia...fanno missioni in giro per il mondo...

come, per esempio, tutti i gruppi vip con cui ho svolto splendidi corsi....cuneo, torino, bari, terni, bologna,venezia, che ringrazio di cuore per la splendida esperienza che abbiamo vissuto insieme lo scorso week...

mirko

giovedì 24 novembre 2011

PISSICOLOGO, OH YES

qualche tempo fa....megatavolata, tutti insieme in allegria e leggerezza.....si cazzeggia e si alternano anche argomenti seri ...l'atmosfera è frizzante.........ed il cibo diventa quasi un prestesto per stare insieme e sentirsi complici di una bella serata.....ci conosciamo più o meno tutti, alcuni di vista, altri bene, solo alcuni mai visti.....una delle poche persone che non ho mai visto si alza dall'altra estremità del tavolo e ci viene a trovare...benvenuta.... e le facciamo spazio per inserirla nella conversazione....lei ci si fionda dentro come un missile e la conversazione diventa improvvisamente un suo monologo......non si dà tregua e si lancia in sterili ed improbabili iperboli che spengono l'entusiasmo di tutti...mi accorgo che vive con disagio gli attimi di silenzio e tende a riempire di parole anche le pause...poi mi dice bruscamente che sono triste....

già dire che è triste ad una persona che non conosci davanti a tutti è fastidioso...in più non lo ero per nulla e le faccio notare che non mi sento triste....lei insiste....io le dico che mi sta buttando addosso qualcosa che non mi appartiene...si agita e, concitatamente, mi dice di non fare lo psicologo con lei che tanto non funziona...minchia, penso io, che palle questa qui....

e che palle questa cosa dell psicologo...spesso quando conosco qualcuno e viene a sapere che sono psicologo mi dice che su lui ci avrei potuto fare la tesi o un manuale....quando osservo negli occhi qualcuno lo scruto o lo analizzo...se vedo un disegno di un bimbo lo devo interpretare....l'idea di fondo è che voglia non solo interpretare, ma anche modificare il cervello delle persone....poi tutti avrebbero voluto fare psicologia ma non l'hanno fatta perchè hanno sbagliato università o hanno smesso di farla perchè incinta o dovevano lavorare.....chi poi mi raccona del figlioletto di un suo cugino che si comporta male e che dice sempre parolacce.....vuole sapere la cura, il modo per farlo smettere e rinsavirlo...

allora, come dicono gli anziani, è meglio essere pissicologo....cioè chi osserva i disegni per il gusto di farlo, ascolta senza giudizio, non ha ricette preconfezionate e, sopratutto, se ne fotte dei figlioletti di cugini di persone che conosce appena....e diventa per un attimo triste quando una che non conosce gli dice che lo è, anche se non era vero....

m. fernet

lunedì 14 novembre 2011

A RITMO LENTO




a Bari chi si chiama Ciola è vittima di un beffardo scherzo del destino.....Bari, sgagliozze, s. Nicola e cazzvunne....senza far sentire la e finale...

bari, mare e peroni....polpi mangiati a morsi, crudi....

arricciamento polpi:

- si pesca polpo usando la polpa del granchio come esca

- sbattere più volte il polpo sugli scogli

- spruzzare via il nero

- mettere polpo nella mastella azzurra



- scrollatina isterica

- mangiare polpo a morsi e bere peroni


se ne fanno tante di cose lì in puglia, ma con calma...molta calma...

per decidere cosa fare e dove andare non c'è mai fretta e ci si aspetta sempre tutti...mai al caldo ma sempre all'addiaccio....se dici le 9 sono le 10, e sempre dopo aver mangiato..

a bari si mangia e quando non si mangia si pensa a cosa mangiare...

si mangia ricotta, pesce, e un dolce che quando lo mordi ti sporca la faccia, anzi il viso...

il mangiare è sacro come una religione, come l'ospitalità...

si mangia forte e su questo nessuno scherza mai...paste, sformati e tortini...

tutte pietanze squisite che in altre parti d'italia si mangiano quando è festa...

non lì che le persone quando sono fuori e vogliono un caffè si portano dietro la macchinetta elettrica per farlo....

a bari c'è calore ed amore e tanta voglia di far bene le cose....

il posto è proprio fico, affascinante e trasuda quel bel sapore dii vissuto che dà sostanza ad ogni angolo della città....ci sono castelli,basiliche e cattedrali e una colonna di pietra che galleggiava in mare ed i pescatori l'hanno portata nella cripta dove gli ortodossi vanno a pregare...

prima che mettessero la misteriosa colonna dentro la gabbia le persone staccavano da essa dei frammenti perchè portava bene...inoltre ci giravano tre volte intorno le donne per trovare il fidanzato....

a bari c'è voglia di scherzare e di fare del bene ed il gruppo è numeroso....

io sono arrivato come un corvo ed ho scoppiato tantissimi palloncini a tantissimi clown....

poi mi hanno dato da mangiare e poi ancora da mangiare...infine abbiamo mangiato e quando tutto pareva finito mi hanno dato sei paste farcite con panna e crema....

lì ho lottato strenuamente perchè se le mangiavo morivo...

a bari la gente corre....lo fa per sopravvivere e lo fanno tutti...giovani ed anziani.....e mentre corrono bestemmiano, perchè non ne possono più...ma tutti sanno che se non corrono il loro corpo non reggerebbe più di tanto alla valanga di cibo che costantemente caratterizza la loro giornata.....

tutta bari corre, al freddo e al caldo, la mattina e la sera...file sterminate di corridori che lo sanno che anche se il cuore non regge più non possono fermarsi...perchè nessuno può dire di no al mangiare, pena la gogna pubblica e l'isolamento sociale....

a bari c'è magia e, quando non capisci perchè accade una qualsiasi cosa che pare strana, tutti ti guardano, sorridono e affermano siamo a Bari....e tutto diventa chiaro,,,

A bari si può fare un sacco di magie, 1000 o 2000 magie tutte assieme

basta che quando è verde tu non perda tempo ad inserire la marcia.




mirko KlaKson, young version


venerdì 28 ottobre 2011

I GRANDI MISTERI INSOLUTI



Riz tira delle sberle da paura...quando colpisce la pallina questa prende fuoco e diventa un proiettile che fa scintille quando rimbalza sul tavolo....io sgrano gli occhi e resto basito...penso alle sue gomme o al suo telaio..poi guardo i suoi muscoli, forse sono quelli...certo lui è una roccia, un bel bisonte..di quelli che si vede che hanno fatto calcio amatoriale di un certo livello e che fanno palestra due o tre volte la settimana, anche d'Agosto....sempre con le magliette attillate che ne risaltano i muscoli ben scolpiti sul corpo...

poi ripenso alle sue micidiali schiacciate che mi tolgono il respiro... forse è semplicemente un movimento di polso che permette alla pallina di trasformarsi in un dardo assassino...e mi rincuoro, perchè quei muscoli mai li avrò..ma quel movimento di polso lo potrei anche imparare, magari registrando di nascosto Riz e la sua mossa segreta...per poi riguardarla infinite volte al computer...oppure andare su internet e cercare un forum su movimenti di polso più adatti per tirare semine mozzafiato...o ancora su you tube per approfondirne lo studio, sfinendomi su qualche video di qualche dissennato cinese che consuma la vita a giocare a tennistavolo....

Chissà se per Riz quel colpo è un dono di natura o se lo ha imparato, magari apprendendone il giusto movimento da una pergamena donatagli da un maestro alla fine di un duro percorso iniziatico...

lui sull'argomento glissa e si crea intorno un fitto alone di mistero...forse si è fatto venire i muscoli solo per confondere le acque...

inoltre una tra le caratteristiche più buffe di Riz è che, durante la partita, dice sempre "dai Riz che oggi sei moscio!"

moscio? sfotte per caso? non le vedo neanche le palline che tira, è aggressivo come un leone affamato e dice di essere fiacco?

tutti a giocare parlano in terza persona ed è buffo.....esempi: Beppe afferma "forza Beppe, muovi le zampe" o Giulio in un maccheronico tedesco "Nain Giulio, nain" o Andrea in un brillante inglese"Yes Andrea, come on!"....

questa è una cosa che tutti fanno e non so perchè...però per essere accettato la faccio anch'io...tipo "no Mirko, no!" quando sbaglio...o "grande Mirko!" quando faccio bene...

per ora ho poca fantasia e nell'enfasi della partita mi viene da dire solo queste affermazioni un po' banali...

prima o proi troverò la mia citazione personale...tipo "Vamos Mirko!!" o uno yes con la s bella lunga...."yessss Mirko, yesssss"....vedremo

ma tornando a quello sfacciato di Riz mi pare incredibile la sua espressione, quasi irrisoria dell'avversario...dovrebbe dire "Furia Riz, sei una stramaledetta furia spaccatutto!!!" e mentre afferma così ruggire e mostrare gli incisivi aguzzi e quello sguardo di assassino che lascia di ghiaccio...

se poi capita che Riz ti colpisca con una delle sue botte ti lascia il segno sul braccio per giorni, anche se uno c'ha sù una maglia pesa.... e lui, inverecondo, dice di essere moscio....

quando imparerò il colpo dell'airone, di cui il Folletto di Ortonovo custodisce il segreto, mi librerò leggero sopra il tavolo e durante il volo le mie braccia saranno ali e la pallina, toccata dalla mia racchetta, diverrà invisibile ed imprendibile agli occhi dell'avversario..ed il mio motto con Riz sarà "Mirko!! sembri un pollastro così"....e questo al termine di ogni punto conquistato...

poi lo guarderò imperscrutabile e fuori sarò serio, come da copione...ma dentro riderò, tanto riderò....

m shalom

giovedì 13 ottobre 2011

IL CROCO

alcuni possono confondere il fiore di croco con il bucaneve.....è simile, forse per il suo color pastello e perchè, quando non è coltivato, nasce solitario qua e là, splendido e fiero....dal croco si fa lo zafferano...solo che ne servono parecchi per riuscirne a produrre una quantità significativa.....come il croco alcune persone hanno dentro sè qualcosa di prezioso, imponderabile, inimmaginabile...anche quando la scocca scricchiola la loro essenza è preziosa proprio come lo zafferano e gli occhi abbagliano per la loro vitalità e per la loro grandezza.....in ospedale è importante non affezzionarsi troppo ad una persona, ma a volte proprio non ce la faccio e certi sguardi mi portano via....so che prima o poi non ci saranno più quegli occhi a meravigliarmi, insegnarmi, stordirmi e questo mi sgomenta....certe situazioni mi appartengono più di altre e mi trascinano come un maestrale travolgente ed impetuoso che tutto spazza via e ti lascia senza fiato...so che la cera sta per finire e sto imparando ad accettarlo...gradualmente mi preparo

m

martedì 23 agosto 2011

L'ANGELO E LA PAZIENZA

la bimba sdraiata sul letto non dormiva, faceva finta di dormire.....era palese che stava ricercando l'interesse e l'attenzione del babbo e della mamma, accanto a lei nella stanza...cinque anni, da un po' di tempo ricoverata, nervosa ed acciaccata.....genitori oppressivi che le stavano addosso come cozze sugli scogli...sprecavano il tempo a dirle di svegliarsi e di guardarmi...più chiedi ad un bimbo di fare una cosa e meno sono le probabilità che la faccia....provavano a scoprirla, parlarle, accarezzarle la testa, toglierle il ciuccio...ogni tentativo di destare il suo interesse veniva puntualmente frustrato da grida e pianti di stizza, talmente potenti da far tremare le pareti....genitori, in casi come questi la cosa migliore è non fare niente, lasciatela stare......se ad un bimbo interessa ciò che faccio sarà lui, spontaneamente, ad aprire gli occhi ed osservarmi...non va incalzato, ma rispettato e compreso nel suo modo di essere...dopo essere riuscito a contenere e tranquillizzare il disagio dei genitori ho giocato per dieci minuti da solo, interagendo con la piccola che dormiva...non le chiedevo nè la stuzzicavo...raccontavo con voce soft ciò che facevo, arricchendo le parole di particolari e di calore.....la mamma mi guardava smarrita e diceva che le dispiaceva.....io ero sereno perchè ero sicuro che, male che andasse, non avrei fatto danni......il tempo è trascorso tra bolle, palloncini e musica ....lei è rimasta con gli occhi chiusi...ho terminato l'incontro, ho salutato la bimba dicendole quando sarei ritornato, un sorriso ai parenti e sono andato...

conto fino a venti e la mamma esce dalla stanza per ricercarmi....la bimba aveva aperto gli occhi e chiedeva di me....sono tornato...la bimba aveva due bellissimi occhi azzurri

m

giovedì 18 agosto 2011

NAMASTE'



senza dimensione, spazio, tempo......sospeso nell'indissolubile a mezz'aria....la pace nel caos...brodo primordiale sfumato da colori pastello....rumore che diventa suono....una porta basculante sul mondo...prosa e poesia...NEPAL

santoni, asceti, anacoreti.....i Sadhu che lasciano tutto per coltivare la propria spiritualità...e girano mezzi nudi con ceste di capelli arruffati in testa....la pelle intrisa di colori decisi e gli occhi imperscrutabili.....credo che alcuni siano roba per turisti, mentre altri no....la mia ricerca del Sadhu genuino, quello che ha fatto una scelta di vita forte, che è in uno stato illuminato di nirvana, che nell'olimpo della spiritualità siede un gradino sotto Shiva e Vishnù si è protratta durante tutto il viaggio......uno degli ultimi giorni, lassù, abbarbicato sul monte ho trovato il suo rifugio.....da lontano pareva spartano e molto traballante....questo gli donava quel giusto fascino esoterico che rendeva l'esperienza ancora più accattivante....tra scimmie e vacche sacre, insieme ad altri pellegrini, mi sono diretto verso quel luogo sacro, immaginadolo traboccante di calore e samadhi....man mano che salivamo la mia fantasia di camminare scalzo tra fiori di loto ed offerte sacre che tappezzavano il sentiero, iniziava brutalmente a lasciare il posto ad un'altra triste realtà......in terra c'erano solo tubi vecchi di pringles, scarpe rotte, fazzoletti di carta colorata......l'odore non era di incenso ma di fango stantio e feci di animali.....gli scalini sempre più alti ed impegnativi ci hanno portato ad una terrazza antistante al sacro rifugio del maestro...lì abbiamo trovato i suoi discepoli...non stavano facendo meditazione e neanche pregavano......erano tutti sbronzi e si sfondavano di canne...più che religiosa l'atmosfera era goliardica e ridanciana.....gli adepti gesticolavano e ci invitavano ad unirci alla festa....la sensazione era la stessa che respiro quando i giovani alternativi della mia zona, dopo la chiusura del Circolo, si ritrovano a prolungare sul piazzale una sbronza importante...

no grazie....l'idea di noi pellegrini era quella di incontrare il vero Sadhu e farci spiegare il segreto della vita ed il perchè delle cose.....

giunti ormai alla meta ci viene detto che l'illuminato è nella sua stanza che medita e che ci sta aspettando.....chi ci parla è un suo discepolo, stordito e stanco....ci indica la porta da varcare, facendoci segno di abbassare il capo per non picchiare la testa sullo stipite...guardo in alto e non vedo il cielo, ma del plexigas a mo' di tettoia tenuta in piedi da bastoni e bambù di diversa misura.....le scarpe vanno tolte per evitare di portare nel tempio tutto ciò che di impuro e sporco abbiamo raccattato......il tempio non è un tempio...ma una triste triste dimora, sporca e maleodorante, sciatta e povera di qualsiasi perchè....la triste triste dimora si sviluppa dentro il monte e dopo qualche metro il soffito si abbassa e per arrivare nella stanza sacra del maestro bisogna passare da una porticina microscopica, alta meno di un metro....lo faccio..tutto è buio e laido....una candela illumina solo il necessario e lascia intuire la sagoma dell'illuminato, seduto sopra una roccia.....il posto è piccolissimo, irregolare e irrespirabile.....il maestro fuma e dice qualche parola.....non di benedizione..ci vuole far fumare la canna che tiene in bocca......la stanza angusta non può ospitare tutti i pellegrini...in tre siamo dentro e due fuori....sulle pareti muffa e muschio, un pacchetto di sigarette e indumenti sporchi sulla mensolina, una tavolaccia con su un oggetto che una volta era un materasso, sul pavimento...l'onorato dal mondo ci passa una ciotola e ci indica di mettercela sopra il viso.....immagino sia un rito di benvenuto....ignaro di ciò che sta accadendo faccio ciò che mi viene detto...prendo la ciotola dal primo pellegrino e la posiziono sopra il mio volto e poi la allungo ad un altro pellegrino nella stanza ....questi, a sua volta, ripete i miei gesti e passa la ciotola a chi è rimasto fuori e riesce a vedere l'oggetto in questione....e questo pellegrino ci dice con pacatezza....amici pellegrini non si tratta di una ciotola ma della parte superiore di un cranio umano.....

il sadhu intanto con voce rauca racconta che almeno una volta l'anno è solito mangiare carne umana....la prende nel fiume sacro o sulle pire dove gli induisti cremano i cadaveri...piccoli avanzi di corpi incendiati, niente di male in fondo....

tutti i pellegrini compostamente si alzano, salutano il maestro, si rimettono le scarpe e scivolano via, tra il fango e la mondizia, le scimmie e le vacche, i discepoli e le canne.....

azzicchitilu in do culu!



m. shariputra