sabato 17 agosto 2019

LA REGINA VA IN PENSIONE


La regina va in pensione



Al calar del sole la grande quercia pensava preoccupata agli anni che passavano sempre più veloci.
Chi regnerà nel bosco quando non ci sarò più?
Più di cento anni prima era stata infatti eletta regina del bosco, non tanto per la sua maestosità, ma per la sua bontà e saggezza.
Nel folto della sua chioma, come un grande mamma custodiva un grande alveare di api selvatiche e i nidi di moltissimi uccellini multicolore.
Voglio eleggere il mio successore – disse la quercia.
Per fare questo ho bisogno di aiuto, chiamerò quindi i miei amici uccellini.
Detto questo diede un forte scossone alla sua chioma e da questa uscirono cinguettanti e spaventati un gran numero di uccellini.
Ho bisogno di voi – disse la quercia - voglio affidarvi un compito molto importante. Andate e dite ad ogni albero che questa sera, al chiarore della luna piena, ci sarà una grande riunione per eleggere il nuovo re o la nuova regina.
Gli uccellini, bravi ed ubbidienti, fecero ciò che la quercia aveva chiesto loro.
Nel bosco, intanto, si diffuse la notizia della riunione.
Tra gli alberi c’era chi si vantava di avere un bel tronco, chi delle foglie meravigliose. Altri ritenevano di far maturare dei frutti succosi e profumati. Per migliorare il loro aspetto, gli alberi del bosco chiamarono in aiuto alcuni piccoli amici.
Lo scoiattolo, con la coda, si mise a lucidare il tronco del suo albero preferito e per fare questo saliva e scendeva a ripetizione.
Il picchio lavorò incessantemente tutto il giorno, picchiettando qua e là per rimuovere tutti gli spigoli più appuntiti dei suoi alberi preferiti.
Il cinghiale invece con le sue zanne mise a posto tutto quello che aveva capovolto la sera prima.
Il gufo ed il coniglio dormivano e quindi non aiutarono nessuno.
Venne la notte, la luna piena era già alta nel cielo e i suoi raggi rendevano scintillanti tutte le foglie, bagnate dall’umidità della sera.
Benvenuti –disse la quercia- vorrei sentire le vostre voci.
Il castagno fu il primo a prendere la parola: Cara quercia, io sono un albero robusto che sopporta sia il caldo che il freddo. I miei frutti sono saporiti e preziosi. Penso di essere adatto per regnare nel bosco.
Il faggio che si trovava poco distante così si espresse: Io mi adatto ad ogni situazione ed i miei frutti nutrono cinghiali, scoiattoli ed uccellini. Con le mie verdi fronde proteggo dai raggi del sole tutti gli animali.
Intervenne anche il pino: Grazie alla mia altezza il mio sguardo arriva fino al mare e da quassù posso controllare ogni cosa che accade nel bosco.
La grande quercia ascoltava attentamente, mentre la luna piena osservava dubbiosa.
Il gufo, che se ne stava appollaiato su un ramo, mentre scuoteva perplesso la testa, affermò: Da molti anni vivo in questo bosco e conosco tutti gli alberi. Ognuno ha qualcosa di diverso ed è questo che  lo rende unico e speciale.
Il castagno, il faggio, il pino, insieme a tanti altri alberi sono tutti utili per la nostra sopravvivenza; nei tronchi il picchio trova riparo, nei rami si costruiscono i nidi gli uccellini, i frutti degli alberi sfamano lo scoiattolo ed il cinghiale, i fiori profumati servono alle api per produrre il loro miele delizioso.
La quercia ascoltò con molto interesse e poi dichiarò: Ti ringrazio caro gufo, le tue parole mi hanno fatto riflettere e prima di prendere una decisione voglio pensarci bene
Intanto vicino ad una siepe un cipresso e un coniglio chiacchieravano animatamente: Fatti avanti, diceva il coniglio, che cosa aspetti a parlare?
Ma io di che cosa posso vantarmi? Rispose il cipresso, che per parlare con il suo amico coniglio stava piegato quasi fino a toccare la punta del tronco per terra.
Io ti conosco bene - disse il coniglio - tu non ami il chiasso e le chiacchiere inutili. E’ vero che vivi in disparte, ma conosci il bosco alla perfezione! Tu non parli molto, ma hai due grandi qualità: sai osservare ed ascoltare.
E vero, è cosi!!! Esclamarono in coro lo scoiattolo, il picchio, il gufo, il cinghiale, le api e gli uccellini. Il nostro amico cipresso ha un grande cuore, noi vogliamo che sia lui a governarci.
Erano queste le parole che la grande quercia voleva sentire e così prese la sua decisione e fece diventare il timido cipresso il re del bosco.
La luna piena nel cielo sorrise compiaciuta e poi stanca se ne andò a dormire, lasciando il posto ai primi deboli raggi di sole.

LA REGINA VA IN PENSIONE - Immagini











lunedì 5 giugno 2017

Chi Cerca Trova

ü  Prendi per le mani un tuo compagno e senza parlare né ridere guardatevi negli occhi per trenta  secondi. Ripeti l’esperienza con un’altra persona
ü  Strofina la tua schiena con quella di un compagno. Ripeti l’esperienza con un’altra persona
ü  Imita i gesti di una persona per sessanta secondi
ü  Dai un bacio sulla guancia a tre persone diverse
ü  Consiglia di vedere quel film che ti è piaciuto tanto a due persone diverse
ü  Fai un giro della stanza a braccetto insieme a due tuoi compagni
ü  Forma un gruppo di tre persone e tutte e tre insieme, senza parlare, andate ad osservare il comportamento di una    persona a vostra scelta, che probabilmente si sentirà a disagio
ü  Racconta a una persona tre cose che proprio non ti piacciono
ü  Racconta ad una persona tre cose che ti piacciono un sacco
ü  Inscena al rallentatore un combattimento di karate con un tuo compagno. Al termine del combattimento uno dei due muore
ü  Scambia due capi di abbigliamento con una persona e tienili per tutta la durata del gioco
ü  Fai uno scherzetto ad un tuo compagno
ü  Trova una persona che condivida i tuoi stessi hobby
ü  Forma un cerchio con quattro persone e fate tre giri con un piede solo
ü  Fatti sollevare da alcuni tuoi compagni e fai superman
ü  Condividi un tuo piccolo segreto con due diversi compagni

ü  Resta immobile in una posizione a tua scelta per sessanta secondi

Il cubo


I due boss


sabato 3 giugno 2017

ROMPICAPI: Fantini e cavalli - T-puzzle







Sederone e Zoccolo blu

C'era una volta, circa sessantasette anni fa, un orso grande con il sedere gigante che si chiamava Sederone. Sederone camminava ondeggiando da una zampa all'altra e con le altre due zampe si teneva il gigantesco sedere (mimo quanto sto narrando, come del resto farò per tutto il racconto), probabilmente tra i più grandi del mondo.
Stava andando a trovare una sua amica per fare merenda insieme, una cinghiala raffinata e gentile, sempre pulita e profumata, che amava prendersi cura degli zoccoli delle sue zampe e colorarli di blu. Per questo da tutti gli amici veniva affettuosamente chiamata Zoccolo Blu.
Zoccolo Blu era glamour ed amava vestirsi con abiti alla moda e camminava così (mimo la camminata trendy di Zoccolo Blu).
Ma torniamo alla storia. Arrivato a destinazione l'orso si rivolse alla sua amica cinghiala salutandola: "Buongiorno Zoccolo Blu!"
"Buongiorno Sederone!", rispose lei.
Zoccolo Blu era un'ottima cuoca ed aveva preparato per il suo amico Sederone due torte al cioccolato, una alla crema, una crostata con le albicocche e del gelato alla crema ed alla vaniglia.
Per se invece aveva preparato una bella insalata con l'aceto.
Sederone divorò i suoi dolci con grande avidità.
Zoccolo Blu assaporò lentamente la sua insalata, gustandosela foglia per foglia.
Dopo aver mangiato si misero a riposare sul divano e si addormentarono.
Sederone, sguaiato e stanco, russava come un trombone.
Zozzolo Blu si riposava delicatamente come una principessa.
Quando si svegliarono a Sederone venne un po' di appetito ed uscirono per comprare lo zucchero filato al chioschetto dei giardinetti comunali.
Sederone si muoveva come un orso col sederone enorme.
Zoccolo Blu come una libellula.
Il chioschetto dello zucchero filato era chiuso.
Sederone si mise a piangere come un neonato.
Zoccolo Blu tentò di consolarlo.
Sederone però frignava sempre più forte, singhiozzando e disperandosi.
Si lamentava dicendo:"Perchè? Io volevo lo zucchero filato!!Povero me, cosa ho fatto di male?".
Cari bambini, come potete capire anche da soli, qui la situazione è complicata!
Vi faccio una proposta:"Perché non aiutiamo Sederone ad essere felice?".
A turno, un volontario, interpreta il ruolo di Sederone che frigna, mentre tutti gli altri tentano di consolarlo portandogli dei regali per farlo smettere di piangere.
Il gruppo in coro può affermare:"Povero Sederone sfortunato, senti cosa ti abbiamo regalato!".
Un bambino per volta si avvicina a Sederone e gli confida a voce alta il regalo che gli ha portato, per esempio: una torta millefoglie, mille bignè, nove piatti di lasagne, l'album completo delle figurine dei calciatori, la casa delle bambole, la pace nel mondo, telefonate illimitate, internet a banda larga, ecc
Quando Sederone è finalmente soddisfatto, afferma: "Ora mi sento fortunato ed un abbraccio hai guadagnato!". Abbraccia quindi il compagno che è riuscito a renderlo felice. Quel bambino diviene il nuovo Sederone ed il gioco prosegue.